Improving

Immortalati nel gesto di uscire dalla materia bruta, i Prigioni di Michelangelo evocano potentemente un grande paradosso della nostra esistenza (e di questo disco): da una parte l’anelito al compiuto, dall’altra il desiderio di infinito. “Compiuto” (meta di quel “divenire sé stessi” che presuppone necessariamente l’esperienza della scelta e del limite) ed “infinito” (come sete inestinguibile di espansione, di eterna possibilità) sono sirene che ci lacerano, chimere verso le quali soffiano senza sosta Logos e Caos, le forze che infaticabilmente da una parte strutturano, ordinano, costruiscono e dall’altra distruggono, sconvolgono, spalancano abissi.
Come naufraghi “ne lo gran mar de l’essere”, ci aggrappiamo alle intuizioni di geni come Michelangelo: non è proprio nella forma dei suoi Prigioni, abbandonati all’imperfezione e all’eterno sforzo di venire alla luce, che come per incantesimo convivono compiuto, incompiuto, limitato, possibile e infinito?
Improving è un viaggio musicale dove convivono musica colta, jazz, musica da film, rock: gli ascolti e le passioni musicali di una vita (dal minimalismo di Steve Reich all’oniricità di György Ligeti, passando per le suggestioni dilatate dei Pink Floyd e la struggente dolcezza di Ennio Morricone) nutrono le composizioni ed il linguaggio musicale dando vita ad una ricerca sonora che comunica un forte senso di profondità, di mistero, di stupore e delicatezza.

Matteo Giudici – Chitarre ed elettronica
Roberto Olzer – Pianoforte e tastiere
Nicola Stranieri – Batteria

Frozen in the act of emerging from raw matter, Michelangelo’s Prisoners powerfully evoke a major paradox of our existence (and of this record): the yearning for completion vs. the desire for infinity.
“Completion” (the goal of “becoming oneself”, which necessarily implies the experience of choice and limitation) and “infinity” (as an unquenchable thirst for expansion and eternal possibility) are sirens that tear us apart, they’re chimeras relentlessly insufflated by Logos and Chaos, the forces that, on the one hand, tirelessly construct, organize and build and, on the other hand, destroy, upset and make abysses.
Like castaways “in the great sea of being”, we cling to the intuitions of geniuses such as Michelangelo. Isn’t it precisely in the form of his Prisoners, abandoned to imperfection and to their eternal effort to come to light, that, as if by magic, the completed, the unfinished, the limited, the possible and the infinite coexist?
Improving is a musical journey where cultured music, jazz, movie music, rock coexist: the musical passions of a lifetime (from the minimalism of Steve Reich to the dreaminess of György Ligeti, through the dilated suggestions of Pink Floyd and the poignant sweetness of Ennio Morricone) nourish the compositions and the musical language giving life to a sound research that communicates a strong sense of depth, mystery, wonder and delicacy.

Matteo Giudici – Guitars & electronics
Roberto Olzer – Piano & keyboards
Nicola Stranieri – Drum

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